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LA BELLEZZA PER LA BONTà – L'ARTE AIUTA LA VITA

 INFO Evento
Dove:TRIESTE - Friuli Venezia Giulia
Italia (IT)
LocalitÀ:Castello di Duino
Quando:Dal 26 Ott 2019 Al 18 Nov 2019
LINGUE DISPONIBILI

     Italiano


DESCRIZIONE:

XX Edizione della mostra di pittura La Bellezza per La Bontà – L'arte aiuta la
vita
Dal 26 ottobre 2019 al Castello di Duino

Apre sabato 26 ottobre alle ore 11 al Castello di Duino la XX edizione della
mostra d'arte intitolata La bellezza per la bontà, l’arte aiuta la vita,
organizzata a favore del Premio alla Bontà Hazel Marie Cole Onlus, istituito da
Aldo e Donatella Pianciamore, e curata dall’architetto Marianna Accerboni, che
introdurrà l’esposizione. Interverranno il Principe Dimitri della Torre e Tasso, il
Sindaco di Duino, la presidente del Premio Etta Carignani, Aldo Pianciamore
con la presentazione critica della curatrice Marianna Accerboni. Gli
organizzatori ringraziano i principi della Torre e Tasso, la Comunita’ Greco
Orientale di Trieste, Metalgalante SpA, Mezzacorona ScA, Zudecche Day
Surgery Trieste.
Alla rassegna, visitabile fino al 7 novembre e accompagnata da un esaustivo
catalogo, partecipano 34 artisti tra pittori triestini, di altre città italiane e
stranieri: Alda Baglioni, Paolo Barducci, Nadia Bencic, Diana Bosnjak Monai,
Valerie Bregaint, Alessandro Calligaris, Paolo Calvino, Giorgio Cappel, Nora
Carella, Luisia Comelli, Bruna Daus Medin, Elsa Delise, Fulvio Dot, Annamaria
Ducaton, Carla Fiocchi, Silva Fonda, Carolina Franza, Holly Furlanis, Paolo
Guglielmo Giorio, Paola Martinella, Marta Potenzieri Reale, Alice Psacaropulo,
Claudia Raza, Svyatoslav Ryabkin, Angelo Salemi, Mirella Schott Sbisà, Carlo
Sini, Erika Stocker Micheli, Roberto Tigelli, Fabrizio Vascotto, Valentina Verani,
Meri Zanolla, Livio Zoppolato, Serena Zors.

Dal 9 all’18 novembre la mostra sarà visitabile nella sede della Comunità
Greco-Orientale di Trieste (riva 3 novembre 9/ inaugurazione ore 11/ info 335
6750946).

Bontà e bellezza - scrive Accerboni - s’intrecciano in questa iniziativa, che
premia la generosità e l’altruismo nel ricordo di Hazel Marie Cole, straordinaria
figura di mecenate inglese. La rassegna, alla ventesima edizione, riassume
attraverso le opere di 34 artisti, realizzate secondo tecniche diverse, un
panorama attraente e variegato del lessico artistico contemporaneo a Trieste,
in Italia e all’estero.
Gli autori presenti seguono per la maggior parte due orientamenti: i più sono
orientati a un’interpretazione della realtà arricchita da suggestioni oniriche,
fantastiche, simboliche, metafisiche e surreali, altri seguono il filone narrativo
della figurazione tradizionale. Al primo appartiene la fantasia senza confini di
un’artista e poetessa poliedrica e in continua evoluzione come Serena Zors,
che ricrea un mondo dolcemente surreale e del tutto personale, trasfigurando
la realtà in un sogno intriso di colori fantastici per sfuggirne le negatività. Un
intenso fantasticare caratterizza anche il linguaggio di Paolo Barducci: un
universo di notevole appeal e modernità, arricchito da luminosi collage. Di
questa sezione immaginifica fa parte anche la raffinata pittura di Fulvio Dot
che testimonia in modo attuale e personale la sontuosa bellezza della
Serenissima, sospesa tra fini applicazioni in foglia d’oro e “strappi”
contemporanei, che alludono al concettuale. Alla figurazione fantastica e
onirica fa capo anche il pittore ucraino Svyatoslav Ryabkin, che dipinge con la
consueta apprezzabile tenerezza, in questo caso attraverso il personaggio di
Pinocchio, uno stato d’animo comune a tanti esseri umani, quando dal sogno
dell’infanzia devono affrontare la realtà. Protagonista è anche Silva Fonda, che
affronta in modo personalissimo il fascino a volte spettrale del Carso mentre
Paolo Guglielmo Giorio interpreta il concetto dell’onirico affidandosi a un mix
materico di acrilico, smalto e vetroresina con cui compone un “Bagliore”
surreale di fascino.
Fortemente evocativa e al di fuori dei consueti schemi della figurazione
narrativa è Alice Psacaropulo con due angeli appartenenti al suo noto ciclo sul
tema. Di grande fascino e libertà, sempre rientrante nel filone fantastico, è
l’agile scultura bronzea del siciliano Angelo Salemi. E il corpo di una modella,
nelle cui forme s’intrecciano i pensieri e le ferite di una vita, ci conduce
all’espressionismo puro, figurativo, di Erika Stocker Micheli, austriaca attiva da
decenni in Italia, che ha saputo creare un’interessante liaison tra l’avanguardia
del paese d’origine e il nostro. Libertà espressiva e stupore verso ciò che ci
circonda sono declinati, sempre attraverso il lessico espressionista, con
equilibrio e originalità dal triestino Roberto Tigelli, ormai noto a livello
internazionale. Espressionista convinta è pure Nora Carella con un’opera
dipinta in tarda età con l’energia di una neofita, che abbandona la figurazione
tradizionale per approcciare un nuovo mondo.
Un’intensa sintesi rappresenta il codice pittorico di Bruna Daus Medin, capace
di legare in modo fluido con rapidi e convincenti tratti un angelo luminoso e
coinvolgente. Intensi e vibranti, quasi drammatici, appaiono invece i fiori
dipinti con generose pennellate di tempera da Annamaria Ducaton. Ed ecco
Luisa Comelli Luis affrontare la materia in un’intensa natura morta di fiori, in
cui traluce l’animo delicato e forte dell’artista. Cromaticamente simile ma
concettualmente diversa, è l’opera di Fabrizio Vascotto, connotata da un
intenso dinamismo astratto. E all’astrazione guarda anche la pittura di Alda
Baglioni, milanese che da anni persegue un’interessante ricerca condotta ora
sulla soglia di un’astrazione espressa attraverso il combine painting. Un’affine
libertà compositiva incontriamo quindi nell’“Estasi” di Paolo Calvino, poliedrico
artista siciliano che, nel dinamico sentire cromatico della sua morbida
gestualità, ci conduce verso l’informale. A tale opera, per la dinamica finezza
cromatica e la verve pittorica accostiamo il lavoro della friulana Paola
Martinella, particolarmente interessante per l’energica bellezza che genera.
Il viaggio nella poetica espressionista prosegue con la francese Valérie
Brégaint, che con sensibilità concettuale dipinge elementi simbolici e allusivi
all’immagine, come sogni leggeri sospesi tra gestualità, segno, materia e
delicato cromatismo. E la forza espressionista si stempera quindi nella
controllata e poetica energia creativa della cividalese Claudia Raza, che sa
sempre porgere al fruitore una lezione di buona pittura, attraversata dalla
luce. A questa ricca interpretazione del paesaggio fanno da contrappunto le
eleganti, raffinate architetture sospese di Elsa Delise, che per il suo talento si
è meritata nel corso del tempo prestigiosi riconoscimenti. Un paesaggio
speciale è poi quello della goriziana Mery Zanolla, che compone un’originale
”Città madre”, in cui sottilmente scivolano echi futuristi e un concetto di
tessitura dell’immagine di brillante esecuzione.
Il filone espressionista procede con la pregnante figurazione di Diana Bosnjak
Monai. Nata a Sarajevo e laureata in architettura a Zagabria, valente scrittrice,
disegna a china con il consueto talento una delle più famose e monumentali
icone giapponesi, il Grande Budda della città di Kamakura.
Il percorso si chiude con una serie di opere dalla narrazione pittorica
tradizionale. A partire dal delizioso e poetico, pur nella sua solidità,
“paesaggio domestico” di Mirella Schott Sbisà, pittrice triestina ben nota
anche per la tenace conduzione, dopo la morte del marito Carlo, della Scuola
Libera dell'Acquaforte. Incontriamo quindi il luminoso paesaggio firmato dal
triestino Alessandro Calligaris, un affascinante Novigrad immersa nella luce
lunare, al delizioso porticciolo greco di Nadia Bencic, alla delicata visione
naive di Giorgio Cappel e a quella intimistica e neoromantica della
monfalconese Carla Fiocchi. Per approdare al Castello di Duino di Carlo Sini e
alla sapiente veduta lagunare animata dal silenzio e dalla luce di Livio
Zoppolato.
Nell’ambito della natura morta Marta Potenzieri Reale presenta una
composizione di grandi gigli viola su sfondo scuro, disegnati con chine indiane
e dipinti con polveri indiane secondo la tecnica Zen, guardando e quindi
interiorizzando il fiore per poi disegnarlo senza osservare l’opera in fieri ma
solo il soggetto, colorato quindi con scelte cromatiche non reali ma di fantasia.
Sempre con grazia si esprime poi Holly Furlanis, nelle sue delicate e gioiose
interpretazioni della natura.
Un unicum per originalità e grazia è rappresentato dall’icona contemporanea
della pittrice triestina Carolina Franza, formatasi a Firenze alla scuola di Luisa
del Campana e con Tommaso Palamidessi e Alessandro Benassai. Un’artista
che sa introdurre nell’antico mondo dell’icona, con grande personalità e
sempre con rinnovata fantasia e grazia, il concetto del contemporaneo, senza
tuttavia tralasciare la tradizionale tecnica antica.
Divertente e inatteso quanto esuberante come il temperamento dell’artista,
appare infine il vivacissimo collage della triestina Valentina Verani, dedicato al
calcio. Erede del maestro Milko Bambiç, - conclude Accerboni - la pittrice si è
formata al French College of the Performing Arts di New York e ha esposto a
livello internazionale.

DOVE / QUANDO / ORARIO:
Castello di Duino (Trieste): 26 ottobre - 7 novembre 2019 / orario di apertura
del Castello
Sede della Comunità Greco-Orientale di Trieste (Riva 3 Novembre, 9): 9 - 18
novembre 2019 / orario tutti i giorni ore 11 - 13 / 17 - 19
CATALOGO: sì
A CURA DI: Marianna Accerboni
INFO: +39 335 6750946
 
 

 
 
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